Le febbre da pop-up contagia anche Hermès
Debutto a NY

Attivazione commerciale

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18 July
2018

Hermes

Hermès apre il suo primo pop-up store

Hermès debutta nel format dei negozi pop-up, confermando la centralità di questo nuovo format per testare collezioni e mercati di sbocco. La maison parigina aprirà, infatti, le porte di un temporary store al 63 di Greene Street, a New York, dedicato alle sole calzature, pronta a scommettere su una categoria di prodotti in rapida crescita. Il punto vendita di 116 metri quadrati resterà aperto per sei mesi.

Anche la maison guidata da Axel Dumas scopre dunque il pop-up come chiave delle strategie di marketing, alimentando un fenomeno trasversale dal lusso allo sportswear. Così come la frammentazione delle proposte ha sbaragliato le tradizionali scadenze del sistema moda, anche i punti vendita cambiano pelle passando e testano i mercati con location temporanee. Tra i luxury brand che stanno sperimentando l’apertura di temporary store ci sono Dior, Prada, Valentino e Moschino.

Dal 1990 il footwear di Hermès è disegnato da Pierre Hardy. “La categoria delle scarpe è fondamentale per attirare nuovi clienti – ha spiegato a Wwd Robert Chavez, chief executive officer di Hermès USA -. Attira nuovi consumatori sia sul web che nei negozi fisici. L’idea del nuovo store si ispira al design contemporaneo delle creazioni di Pierre Hardy. Volevamo esplorare questa opportunità ed esporre le collezioni a un nuovo audience”. Nonostante gli ottimi risultati di vendita dei primi giorni, ha continuato Chavez, non ci sono al momento piani di estensione della formula oltre i sei mesi, anche perché, nel 2019, Hermès aprirà una nuova boutique su tre livelli al 46-48 di Gansevoort Street, nel Meatpacking District.

Nessun dettaglio, al momento, sulla possibilità di replicare il format del pop-up in altre parti del mondo.

Hermès che ha archiviato il primo quarter del 2018 con ricavi in crescita del 3% a 1,39 miliardi di euro. Segno più per tutte le categorie di prodotto della griffe: ready-to-wear e accessori (+17%), leather goods e selleria (+8%), prodotti tessili e in seta (+7%), gioielli e orologi (+11%) e profumi (+16 per cento).

Fonte: Pambianconews.com

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